La storia

In questa pagina troverai la storia, o per meglio dire l'avventura, dei giocattoli Atlantic.

La ditta Atlantic nasce dalla passione di due amici, Sandro Compagnoni e Pietro Guerra, che alla fine degli anni '50 si ritrovano nel piccolo retrobottega del negozio di giocattoli "Zia Gin", gestito dalla mamma di Sandro Compagnoni a Milano in via Paolo Sarpi n.15, e iniziano a costruire piccoli giocattoli artigianali in plastica termosagomata, per lo più barche, motoscafi, plastici e fortini di piccole dimensioni.

I pochi giocattoli artigianali prodotti, vengono messi in vendita nel negozio riscuotendo un discreto successo tra i bambini del quartiere e i due amici cercano di migliorare l'offerta con barche, motoscafi, autopiste e plastici militari e ferroviari confezionati in semplici cartoni da imballo dove campeggia il nome che hanno pensato di dare alla loro attività artigianale Atlantic Giocattoli Milano - Italia.

SI pensa che il nome Atlantic sia stato scelto proprio in relazione  ai primi giocattoli artigianali prodotti, che comprendevano per lo più barche e motoscafi.

Il retrobottega del negozio di giocattoli inizia a non essere più sufficiente e nei primi anni '60 i due amici si trasferiscono poco distante in via Paolo Sarpi n.31 e fondano l'Atlantic S.r.l.; sulle confezioni, ancora in semplice cartone da imballaggio, appaiono le prime numerazioni.

Poco dopo, Compagnoni e Guerra, decidono di investire ulteriormente sulla loro attività e, dati gli spazi comunque limitati, iniziano la ricerca di nuovi locali disponibili trovando in affitto una vecchia officina in via Bramante n.29 dove si trasferiscono con i primi macchinari acquistati; l'Atlantic in poco tempo si è trasformata da bottega artigiana in, seppur piccola, fabbrica di giocattoli.

Inizia la commercializzazione del banco di vendita (precursore del più affermato Supermarket), del castello medioevale, del forte del west, delle pistole a molla e del tiro al bersaglio, anche se, non tutti i giocattoli erano creati artigianalmente, ma una parte degli stessi veniva acquistata da altri fornitori per poi essere rielaborata e commercializzata con il marchio Atlantic.

I giocattoli cominciano ad essere confezionati in scatole di varie fome e dimensioni, alcune di apprezzabile estetica e fa la sua apparizione la nuova etichetta adesiva fabbrica di giocattoli in plastica Atlantic che viene applicata sui colli destinati a grandi magazzini e negozi.

A metà degli anni '60 l'Atlantic inizia la pubblicità dei suoi prodotti e tra le altre anche sul settimanale Topolino che per la sua diffusione sarà il preferito anche per il futuro.

il 6 agosto 1965 nella fabbrica di via Bramante scoppia un violento incendio, probabilmente dovuto ad un corto circuito, in cui vanno perse le scorte di giocattoli e vengono danneggiati i macchinari.

Nonostante le gravi perdite e le difficolta economiche i due amici non si arrendono, trovano dei locali poco distanti, in via Farini n.4, sufficienti a riprendere l'attività e decidono di costituire una società per azioni; il 18 febbraio 1966 viene fondata l'Atlantic Giocattoli S.p.A. con sede legale a a C.so Buenos Aires n.28 e stabilimento in via Farini n.4.

La produzione continua con nuovi articoli tra cui cucine per le bambole, la portaerei Enterprise e il galeone dei pirati, ma la sede di via Farini n.4 è evidente che è solo provvisoria e la Atlantic Giocattoli S.p.A., nell'aprile 1970, acquista un lotto di terreno a Treviglio in provincia di Bergamo, sul quale, nel tempo record di 4 mesi, costruisce uno stabilimento di circa 5000 mq.; il 4 ottobre 1970 viene inaugurato il nuovo stabilimento Atlantic in via Calvenzano che poi muterà il nome in via Redipuglia 53/55.

La produzione nel nuovo stabilimento inizia al termine del 1970 e  nell'autunno 1971 fanno la comparsa nel mercato i primi soldatini in scala H0 nelle prime 4 confezioni dei Soldati d'Italia serie 10000; proprio con la produzione di soldatini in scala HO(1/72) e 1/32, negli anni '70 l'Atlantic raggiunge fama nazionale e tale è il successo che ben presto si afferma anche in Europa e nel Nord America, tanto da produrre serie dedicate al mercato internazionale.

Con l'uscita della serie militare viene modificato anche il logo Atlantic giocattoli Treviglio utilizzando il font che lo renderà famoso.

Dei soldatini si ricordano le serie dedicate ai Soldati d'Italia e grandi Rivoluzioni, agli Eserciti della II Guerra Mondiale, agli Eserciti moderni, alla Storia antica, alla Storia del west, al futuro (Galaxy e Gli spaziali) e ai cartoni (Goldrake e Capitan Harlock).

I soldatini Atlantic diventano un vero e proprio fenomeno di costume; con l'immissione nel mercato delle scatole di soldatini a "100 LIRE", il famoso slogan pubblicitario "ragazzo hai 100 lire?" e il motto "per giocare sempre meglio", i soldatini Atlantic diventano parte della vita e dei giochi di tutti i giorni di milioni di bambini italiani e ancora oggi sono rimasti nel cuore di un'intera generazione e di molti collezionisti nel mondo; ne troviamo riferimenti un po' ovunque non ultimo quello su Wikipedia.

Sempre negli anni '70 la casa di Treviglio produce un altro gioco di fama nazionale, il Giocagoal, risposta tutta italiana al più famoso e costoso Subbuteo.

Durante la sua attività l’Atlantic produce, oltre ai soldatini e al Giocagoal, una vasta tipologia di giochi e giocattoli: dal Supermarket dedicato alle bambine, al Super basket, alle Armi giocattolo, ai Cannoni sparanti, alle imbarcazioni, ad una serie di Autocarri, agli Atlantic models, ai Plastici ferroviari, ai giocattoli per la Prima infanzia, ad Altri giochi e giocattoli tra cui un biliardo.

L'Atlantic promuove la sua produzione tramite i cataloghi disponibili nei negozi di giocattoli e le campagne pubblicitarie, in particolare su pubblicazioni dedicate ai ragazzi tra cui la più famosa è quella sul settimanale Disney "Topolino", ma della casa di Treviglio si trovano riferimenti in enciclopedie, testi, spettacoli e altri giochi.

Dopo aver ormai consolidato una rete di vendita in Francia e Belgio che importa giocattoli anche in Portogallo e Spagna, nel 1977, per il mercato tedesco e inglese, l'Atlantic costituisce una propria filiale presso ognuna delle due nazioni per l'importazione dei suoi giocattoli: rispettivamente la Atlantic Spielwaren Import Gmbh e la Atlantic Hobby & Toy Co. (UK) Ltd, Atlantic House.

Successivamente si rivolge anche al mercato americano avvalendosi per l'importazione della Euro Imports Inc.

Nel 1980, complice anche il periodo di recessione economica che grava da qualche tempo, con l'avvento giochi elettronici inizia la crisi del giocattolo classico e, viste le giacenze invendute di magazzino, a gennaio l'Atlantic è costretta a chiudere numerose linee di produzione e successivamente a Marzo a porre in cassa integrazione quasi la metà dei dipendenti; nel 1980 vengono commissionate anche le ultime promozioni pubblicitarie.

In questo periodo l'Atlantic tramite un'accordo con la Kaku Robust, fabbrica della allora Germania dell'Est, acquisisce gli stampi per produrre e commercializzare in Italia alcuni giocattoli per la prima infanzia.

Non vengono prodotti più nuovi sogetti ma si cerca di smaltire le giacenze di magazzino rielaborando alcune serie e proponendole in nuove confezioni.

Per cercare di superare la crisi l'Atlantic cerca nuovi canali di vendita e nel Marzo del 1980 nasce la società Edizioni Atlantic S.r.l. con sede a Treviglio in Via Redipuglia 53/55 con lo scopo di produrre e distribuire tramite edicole, pubblicazioni editoriali periodiche spesso accompagnate da inserti regalo.

la società Edizioni Atlantic S.r.l. commercializza parte dei prodotti della Atlantic giocattoli S.p.A., modificando le confezioni in blister e buste e il motto "per giocare sempre meglio" in "il migliore amico del tuo tempo libero".

Nel dicembre 1986 Atlantic giocattoli S.p.A. cambia la sua ragione sociale in Atlantic giocattoli S.r.l. e trasferisce la sua sede legale a Treviglio in Via Redipuglia 53/55.

Nel novembre 1987 Atlantic giocattoli S.p.A. cessa l'attività e dispone la vendita dello stabilimento di Treviglio; la maggior parte degli stampi sono venduti in blocco alla Niagara Giocattoli di Milano.

Nel'aprile del 1988 cessa ogni tipo di attività e l'Atlantic giocattoli S.p.A. viene cancellata dall'anagrafe commerciale industriale ed artigiana di Treviglio.

Nel dicembre del 1988 viene messa in liquidazione la società Edizioni Atlantic S.r.l. e nel febbraio 1989 anch'essa cancellata dall'anagrafe commerciale industriale ed artigiana di Treviglio.

Ma l'avventura dei giocattoli Atlantic non termina qui.

Chiusa l'Atlantic,  a parte alcuni ceduti singolarmente a privati, la maggior parte degli stampi originali e i campionari vengono rilevati dalla società milanese Niagara giocattoli S.p.A. che nel 1990 decide di vendere il tutto in blocco ad un industriale iracheno, tranne circa una ventina di stampi di cui rimane proprietaria.

Nel frattempo viene decretato l'embargo e le sanzioni economiche nei confronti dell'Iraq per l'invasione del Kuwait e gli stampi acquistati restano forzatamente bloccati nel porto di Ravenna.

Nel 1991 sembrerebbe che gli stampi abbiano raggiunto clandestinamente Bagdad e da allora non se ne hanno più notizie.

Poco dopo la Niagare cede anche lo stampo della corte egizia in scala H0 ad una piccola ditta messicana di Guadalajara.

Nel 1998 la ditta americana Gloncoe Models commissiona alla Niagara la stampa di alcuni soggetti da commercializzare con il proprio marchio, così come le italiane Nexus Editrice S.r.l e Waterloo 1815.

Nel 1999 La Nexus registra il Marchio Atlantic, che dopo tanti anni risultava ormai decaduto e libero sul mercato, sottoscrive un contratto in esclusiva con la Niagara per commercializzare 19 set Atlantic in scala H0.

Nel 2003 la Nexus Editrice raggiunge un accordo commerciale con la Italeri S.p.A. per il confezionamento e la distribuzione dei 19 set.

Nel 2007 il marchio Atlantic viene venduto dalla Nexus Editrice alla Italeri S.p.A che nel 2008 lo cede alla NG International (una branca dell'Italeri S.p.A.) fino alla sua liquidazione, nell'agosto del 2011.

Finirà davvero così l'avventura dei giocattoli Atlantic?

Vedremo ... nel frattempo il loro mito continua.